Domande dei praticanti
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È necessario praticare in un gruppo per ricevere il pieno beneficio dei passi magici?
No, non è necessario. Come Carlos Castaneda scrive in Tensegrità:
"Praticare in gruppo è benefico in molti aspetti e deleterio in altri. È benefico perchè permette la creazione di un consenso di movimento e l'opportunità di imparare esaminando e e comparando. È deleterio perchè favorisce il fare affidamento sugli altri, e l'emergere di comandi e sollecitazioni sintattiche che hanno a che fare con la gerarchia." (p. 35)
L'idea di comandi sintattici è spiegata ulteriormente nella stessa pagina, insieme ad alcuni vantaggi di praticare in grandi gruppi. La scelta del miglior modo di praticare è individuale:
"La Tensegrità dovrebbe essere praticata nella forma più facile: sia in gruppo che da soli, o entrambe." (p. 36)
Abbiamo scoperto che praticare da soli ci permette di praticare passi magici che sembra si adattino a noi individualmente al meglio in qualunque momento, mentre lavorare insieme ci aiuta a bilanciare la nostra pratica eseguendo passi magici che in altre circostanze non potremmo praticare da soli, o aiutandoci a regolare la nostra velocità per accordarci con il gruppo.
Questi accordi e correzioni possono portare un movimento del punto d'assemblaggio. Possono permetterci di formare un nuovo legame con l'intento: l'intento di percepire ed agire in un nuovo modo, con affetto e gratitudine verso i nostri compagni esseri.
Quante ripetizioni dovrei praticare per ogni passo magico? Alcune tra le descrizioni in Tensegrità sembrano dare un accenno al numero delle ripetizioni, mentre altre tacciono sull'argomento.
Per i praticanti che hanno appena cominciato, abbiamo scoperto che ripetere ogni passo magico tra le cinque e le dieci volte è una buona linea di condotta. Alcuni passi magici che sono lunghi o che richiedono una respirazione profonda possono essere praticati un numero minore di volte, mentre i più semplici si prestano a più ripetizioni.
Ho provato fatica, ansia, o disagio fisico dalla pratica frequente di alcuni passi magici o serie di passi.
Ci hanno insegnato che una delle chiavi della ridistribuzione dell'energia che i passi magici portano è sapere quando iniziare e quando smettere di praticarli. Così è consigliabile che ogni passo magico che sembra causare un problema venga praticato con parsimonia, o che la loro pratica venga sospesa fino a che il problema non sia eliminato.
Carlos Castaneda scrive ne La Ruota del Tempo:
"Se un guerriero deve avere successo in qualcosa, il successo deve arrivare dolcemente, con grande sforzo ma senza tensione o ossessione." (p. 112)
Ci sono dei passi magici per aumentare l'auto-disciplina? Devo adoperarmi per alzarmi e fare i passi magici, e qualche volta non ci riesco. Aiuto.
Il nostro allenamento ed il nostro sforzo attuale include che il corpo sia lasciato libero di guidarci nel fare i passi magici; la nostra meta è ascoltare il corpo, e seguire il suo impulso, muovendosi quando vuole muoversi, e fermandosi quando vuole fermarsi.
E ancora, alcuni di noi trovano stimolante praticare con un gruppo, così lo facciamo.
Tutti i passi magici aiutano ad aumentare l'auto-disciplina. Riguardare cosa intendono gli sciamani per "disciplina, potrebbe essere di aiuto sia per i praticanti che hanno problemi ad iniziare la pratica, sia per quelli che hanno difficoltà a sapere quando smettere,." Don Juan la descrive a Carlos Castaneda ne Il Lato Attivo dell'Infinito:
" . . . per disciplina, non mi riferisco ad uno stile di vita spartano. Non intendo alzarsi ogni mattina alle cinque e mezza e gettarsi addosso acqua fredda fino a diventare lividi. Gli stregoni intendono per disciplina la capacità di fronteggiare con serenità circostanze non incluse nelle nostre aspettative. Per loro, la disciplina è un' arte: l'arte di fronteggiare l'infinito senza vacillare, non perchè siano forti e duri, ma perchè sono animati da timore reverenziale." (p. 244)
Cosa intendete per "praticare con affetto e abbandono?"
Significa avvicinarsi ai passi magici con questo senso di timore rispettoso-divertendosi nella pratica invece di praticare come uno che investe, cercando di vedere quale sarà il ritorno.
Va bene praticare i passi magici all'aperto? Alcuni sembrano ideali per questo, specialmente Il Gesto di Intento Magico del Guerriero -la forma di affetto per la terra:
"L'esecuzione dei passi magici, come mostrata in Tensegrità, non richiede necessariamente uno spazio particolare o un tempo prestabilito. Comunque, i movimenti dovrebbero essere fatti lontano da taglienti correnti d'aria. Don Juan era terrorizzato dall'effetto che una corrente d'aria può avere su un corpo sudato." (Tensegrità, p. 35)
Dovremmo usare determinati passi magici durante certi momenti del giorno, o certe stagioni dell'anno?
Quando ponevamo ai quattro studenti di don Juan simili domande, loro dicevano che la miglior cosa da fare era indagare per nostro conto, questo ci avrebbe aiutati a "sviluppare il veggente interiore."
Don Juan disse ai suoi studenti che i passi magici stessi possono portare i praticanti ad un "culmine senza precedenti," in cui domande circa il quando e il dove praticare si chiariscono da sole, e i praticanti saranno capaci di eseguire i passi magici" con precisione e velocità, mentre camminano, o mangiano, o riposano, o fanno qualunque cosa, perchè avranno l'energia di farlo." (Tensegrità p. 34)
Ricapitolazione: dovrei rigidamente seguire la lista quando ricapitolo? Recentemente ho avuto memorie spontanee di altri eventi, fuori dall'ordine cronologico della lista e mi chiedevo come dovrei trattare quegli eventi.
Taisha Abelar ci diceva che in queste circostanze, potevamo mettere un "segnalibro" nella nostra lista cronologica, e ricapitolare le memorie spontanee. Poi potevamo tornare alla nostra lista. La cosa importante, diceva, è andare avanti, e non lasciare che domande di procedura ci facciano smettere di ricapitolare.
Perchè le allieve di don Juan stanno qua? Appariranno ai seminari?
Le tre allieve di don Juan Matus sono qui per soprintendere allo sforzo degli istruttori di Tensegrità di rendere uno dei sogni di Carlos Castaneda più scrupolosamente curato reale: il sogno di un corpo unificato di singoli praticanti dei passi magici che riprendono il loro viaggio di consapevolezza interrotto.
Per il momento, non appariranno personalmente ai seminari perchè vogliono che questo sogno prenda il volo. Per Carlos Castaneda e per loro, è un sogno in cui un gruppo di praticanti è focalizzato non su una persona o su un gruppo di persone, ma sullo scopo astratto di libertà di percezione.
Domande che riguardano la partenza di Carlos Castaneda
Ciò che segue è stato pubblicato in risposta alle numerose domande che Cleargreen, Incorporated ha ricevuto riguardo alla recente attenzione dei media nei confronti di Carlos Castaneda:
Don Juan Matus introdusse il suo allievo, Carlos Castaneda, nel mondo cognitivo degli sciamani che vissero in Messico nei tempi antichi. Carlos Castaneda ha scritto ampiamente circa il suo apprendistato con don Juan, nel quale don Juan lo istruì nella via del guerriero. Per don Juan, il guerriero era un essere che viveva una vita riempita fino all'orlo con l'esplorazione delle infinite possibilità per la consapevolezza umana che normalmente rimane inutilizzata, un essere che si imbarca, quando arriva il momento, in un viaggio definitivo di consapevolezza, "passando oltre verso la libertà totale."
Don Juan descrisse questa opzione al suo apprendista: "
i guerrieri possono trattenere la loro consapevolezza, che normalmente viene abbandonata, nell'istante della morte. Nel momento del passaggio, il corpo nella sua interezza si accende di conoscenza. Ogni cellula all'unisono diventa consapevole di sé stessa ed anche consapevole della totalità del corpo."
Carlos Castaneda ha lasciato il mondo nello stesso modo in cui lo fece il suo maestro, don Juan Matus: con piena consapevolezza. La cognizione del nostro mondo della vita quotidiana non fornisce una descrizione di un fenomeno come questo. Così per rimanere nei termini della legalità e nei termini burocratici che il mondo della vita quotidiana richiede, Carlos Castaneda è stato dichiarato essere morto.
Carlos Castaneda lavorò incessantemente e con totale attenzione per rendere il mondo cognitivo degli sciamani del Messico antico e la via del guerriero accessibili a chiunque fosse interessato ad imparare. Nel lasciare il mondo come un guerriero solitario, in totale consapevolezza, Carlos Castaneda lascia una ricchezza di conoscenza accessibile a chiunque desideri avventurarsi negli infiniti livelli di consapevolezza disponibili agli esseri umani.
E secondo don Juan, il viaggio comincia qui, nel mondo che abitiamo, un mondo
...così misterioso e ricco come nulla può essere. Tutto ciò di cui abbiamo bisogno per cogliere le meraviglie di questo mondo della vita quotidiana è sufficiente distacco. Ma più che distacco, abbiamo bisogno di sufficiente affetto e abbandono.
"Un guerriero deve amare questo mondo," disse don Juan, "in modo che questo mondo che sembra un posto così comune possa aprirsi e mostrare le sue meraviglie."
Citazione tratta da: Carlos Castaneda, La Ruota del Tempo (1998)
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